Tumori della pelle, chi rischia di più? 10 cose che forse non sapevate

Quasi tutti i tipi di cancro alla pelle (basalioma, spinalioma o melanoma) sono collegati alle radiazioni ultraviolette provenienti dal sole o dai lettini abbronzanti. I raggi UV danneggiano il Dna delle cellule della pelle e causano mutazioni genetiche che, nel lungo periodo, possono portare alla formazione di un tumore. Ma ci sono altri fattori che possono esporre a rischi maggiori. Eccoli spiegati, da Piergiorgio Malagoli, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia del Policlinico San Donato di Milano.

Più si invecchia, più il rischio sale

Le probabilità di sviluppare un tumore cutaneo aumentano con l’avanzare dell’età, anche per via dell’effetto cumulativo dell’esposizione ai raggi ultravioletti che si «immagazzinano» negli anni. Tuttavia va tenuto presente che il numero di casi di melanoma (il più pericoloso tipo di cancro della pelle) sono costantemente aumentati negli ultimi decenni e che l’età media dei pazienti si è abbassatatanto che è diventato il terzo tipo di cancro più diffuso sotto i 50 anni. E gli specialisti di tutto il mondo hanno lanciato l’allarme soprattutto per i più giovani, adolescenti e universitari, a causa delle scottature che si procurano con i lettini abbronzanti.

Gli uomini meno informati delle donne

«Mentre il sesso femminile, anche in giovane età, pare essere consapevole dei possibili pericoli legati a un’abbronzatura “sregolata” – dice Malagoli -, dalle statistiche internazionali emerge chiaramente che quello maschile è meno informato. Tanto che nei maschi si registrano più casi di basaliomi e spinaliomi. L’ipotesi è che gli uomini siano anche meno propensi a proteggersi sotto il sole con creme e lozioni, il che li porta a scottarsi con maggior frequenza».

Farmaci e fototerapia aumentano il pericolo

«È cosa nota – spiega Malagoli -: le persone che si sottopongono ad alcuni trattamenti con radiazioni perché malate di tumore, così come i pazienti che soffrono di psoriasi e si sottopongono a fototerapia vanno incontro a maggiori probabilità di sviluppare un tumore non-melanoma. Anche alcuni medicinali che sopprimono l’attività del sistema immunitario prescritti a pazienti che fanno un trapianto d’organi sono più suscettibili. Per questo tutte queste categorie “speciali” vengono informate e fanno controlli della pelle accurati per individuare per tempo eventuali anomalie che possano indicare l’insorgenza di carcinomi basocellulari o squamocellulari».

Un tumore cutaneo in passato può significarne uno in futuro

I dati statistici indicano che chi ha già avuto un carcinoma basocellulare, squamocellulare o un melanoma ha maggiori probabilità, rispetto alla popolazione generale, di svilupparne un altro. «Questo non significa che gli ex pazienti, del tutto guariti, debbano vivere in ansia – sottolinea Malagoli -. Semplicemente non devono trascurare eventuali anomalie e sottoporsi a visite periodiche (semestrali o annuali) con il proprio dermatologo senza temporeggiare troppo quando notano qualcosa di strano».

Altri problemi della pelle

I ricercatori hanno individuato anche un’associazione fra tumori cutanei e gravi cicatrici lasciate da scottature, in zone di pelle che ricoprono severe infezioni ossee e altri tipi di danni provocati alla cute da alcune patologie infiammatorie o autoimmuni. Ad esempio, le persone con vitiligine hanno un rischio maggiore di sviluppare carcinomi cutanei nelle “chiazze” prive di melanina.

Attenzione alle sostanze cancerogene (anche sul lavoro)

Tumori della pelle non melanotici possono essere collegati a radiazioni solari: ad essere esposti a maggiori rischi professionali sono quindi tutti i lavoratori che trascorrono molte ore all’aria aperta, come agricoltori, pescatori, operai edili. Inoltre sono state individuate come sostanze pericolose: arsenico e suoi composti; arsenuro di gallio; catrame di carbone e pece, benzo]a]pirene; fuliggine; catrame di carbon fossile. Per cui è bene seguire le tutele previste per chi può avere un’esposizione lavorativa durante la gassificazione del carbone, la produzione di coke, la distillazione del catrame di carbon fossile o come spazzacamino.

Alcune malattie rendono la pelle vulnerabile

«Lo xeroderma pigmentoso (in sigla XP o Sindrome della Luna), è una rara malattia genetica ereditaria caratterizzata da un’estrema ipersensibilità ai raggi ultravioletti della luce solare – spiega Malagoli -. Le cause di questa patologia sono dovute alla mutazione di un gene che produce una proteina fondamentale per la riparazione del Dna. Le persone colpite da Xeroderma pigmentoso presentano alterazione cutanee e oculari e sono predisposte all’insorgenza di carcinomi di vario genere. Anche la sindrome basocellulare del Nevo, o sindrome di Gorlin, è una rara malattia genetica tramandata ereditariamente, che coinvolge pelle, sistema nervoso, occhi, ghiandole endocrine e ossa: provoca un aspetto insolito del viso e un maggiore rischio di tumori della pelle».

Hiv e Hpv, virus sotto accusa

«L’Hiv, lo stesso virus che causa l’Aids, nell’indebolire tutto il nostro sistema immunitario può favorire anche l’insorgenza di carcinomi delle pelle (basaliomi e spinaliomi) – dice l’esperto -. È poi emerso che anche certi tipi di Papillomavirus o HPV (ne esistono più di 120 varianti), soprattutto quelli che “colpiscono” l’area genitale, l’ano o la zona attorno alle unghie possono portare all’insorgenza di tumori cutanei in quell’area».

Un motivo in più per non fumare

È stato identificato anche un legame tra il tabacco e il carcinoma squamocellulare, specie nell’area delle labbra.

 

Chi deve proteggersi di più dai raggi UV

«Prolungate e numerose esposizioni ai raggi ultravioletti (UV) così come l’abbronzatura “intensiva” mordi e fuggi (nei weekend) possono causare scottature e far crescere il rischio di cancro alla pelle – conclude Malagoli -. Onde evitare bruciature è importante prendere sempre le dovute precazioni prima di esporsi al sole, soprattutto per chi è considerato una “categoria a rischio”, ovvero:
1) chi ha già avuto un tumore cutaneo

2) chi ha già avuto casi di tumore alla pelle (specie melanoma) in famiglia
3) chi ha molti nei
4) chi ha più probabilità di scottarsi, ad esempio chi è un fototipo chiaro
5) chi trascorre molte ore all’aria aperta, per lavoro o per piacere (al mare, ma anche in alta quota dove le radiazioni sono più intense)
6) chi ha certe malattie autoimmuni (come il lupus)
7) chi prende farmaci foto-sensibilizzanti (alcuni antibiotici, diuretici, FANS, contraccettivi orali e retinoidi sistemici)».

 

 

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