Con oltre 33mila nuovi casi diagnosticati ogni anno, i tumori del sangue si collocano al quinto posto della classifica dei più frequenti nel nostro Paese e sono destinati ad aumentare perché colpiscono soprattutto gli over 65. Se però le avvisaglie dei primi della lista (colon, seno, polmone e prostata) sono chiare a molte persone, i possibili segnali di leucemia, linfoma e mieloma sono generalmente poco noti
Segnali vaghi, niente panico
«Innanzitutto è importante tenere presente che la dicitura “ombrello” neoplasie del sangue copre un centinaio di tipi di cancro diversi, che si sviluppano dalle cellule del interessano sangue, midollo osseo e del sistema immunitario – spiega Fabio Ciceri, presidente del Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo (GITMO) -: leucemie, linfomi, mieloma, malattie croniche mieloproliferative e sindromi mielodisplastiche sono i cinque gruppi principali, comprendono malattie molto diverse fra loro, sia per le caratteristiche del quadro clinico sia perché alcune sono acute (aggressive) e altre croniche (con un decorso molto più lento). Quanto ai sintomi, poi, sono per lo più vaghi, poco specifici e comuni a diverse malattie, anche non oncologiche. È quindi fondamentale che le persone non si spaventino, ma ne parlino con il proprio medico senza perdere troppo tempo: se lo riterrà opportuno sarà lui a indirizzare il paziente a uno specialista ematologo o a prescrivere eventuali esami di approfondimento».
Stanchezza estrema
Tra i sintomi di esordio prevale una profonda e progressiva stanchezza, un malessere diffuso ma nettamente percepibile. «Molti pazienti con una neoplasia ematologica provano un senso di debolezza persistente, una stanchezza cronica che non riescono a spiegarsi – dice Fabio Ciceri, direttore dell’Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano-. Naturalmente questo potrebbe essere spia anche di molte altre patologie (non di rado simili a quelli di una brutta influenza), ma se il problema dura per più di due settimane e non si ha una spiegazione, meglio parlarne con il medico. La sensazione di stanchezza (astenia, in termini medici) nelle patologie del sangue può essere dovuta sia all’anemia, che in modo più o meno acuto caratterizza molte delle patologie neoplastiche e non neoplastiche del sangue e che determina un’insufficiente ossigenazione dei tessuti, ma anche a una sindrome infiammatoria che origina dalle cellule malate attraverso la produzione di mediatori dell’infiammazione che determinano la sensazione di stanchezza in modo simile a quanto succede nelle infezioni: ovvero il rilascio di queste stesse sostanze fa parte della risposta immunitaria verso il microorganismo».
Febbre
Altro sintomo secondario alla crescita della malattia è una febbre (talvolta anche pochi gradi), in particolare pomeridiana o notturna, che non passa da settimane e di cui non appare una causa evidente. «In alcuni casi la febbre può nascere da un’infezione, per l’elevata suscettibilità alle infezioni legata alla carenza di leucociti (globuli bianchi) maturi e funzionanti che, in condizioni fisiologiche “normali”, garantiscono i meccanismi di difesa immunitaria specifica (linfociti) o naturale (granulociti) – chiarisce Ciceri -. In queste condizioni la febbre assume un carattere più marcato, con elevazioni della temperatura anche superiori a 38 gradi, e sintomi specifici di localizzazione infettiva d’organo come mal di gola, tosse, disturbi urinari o gastrointestinali».
Sudorazione eccessiva
Svegliarsi completamente bagnati di sudore nel cuore della notte è un altro campanello d’allarme da considerare se capita ripetutamente e senza giustificazione. «Anche in questo caso il sintomo può presentarsi soprattutto di notte – spiega Fabio Ciceri, docente di Ematologia all’Università Vita-Salute San Raffaele – ed è dovuto al rilascio di citochine causato alla crescita del tumore, il cui effetto di giorno viene controbilanciato da alti livelli di ormoni corticosteroidei. Ma durante la notte questi livelli calano e sale la febbre».
Dolori alle ossa
Ancora una volta è bene preoccuparsi, e parlarne con il medico, se i dolori alle ossa, alla schiena o alle articolazioni compaiono in modo improvviso. Oppure se sono localizzati i punti ben precisi dello scheletro e non regrediscono dopo assunzione di normali antidolorifici. Potrebbe trattarsi di una lesione ossea (metastasi) dovuta alla crescita di cellule neoplastiche del sangue, che avviene sempre nel midollo osseo ed erode dall’interno la struttura minerale dell’osso fino a determinarne una frattura patologica. In altri casi la crescita delle cellule tumorali provoca un aumento diffuso dell’espansione midollare diffusa nelle sedi ossee dove principalmente lavora il midollo: cranio, vertebre, coste, bacino e radici degli arti.
Perdita di peso
Un dimagrimento improvviso e ingiustificato, associato a un’improvvisa perdita di appetito può essere collegato a numerose patologie neoplastiche tra cui quelle ematologiche: il fenomeno è sempre indotto dal rilascio di citochine da parte delle cellule tumorali del sangue o più raramente da una localizzazione gastrointestinale della malattia stessa.
Ematomi o lividi «spontanei»
Può capitare che a segnalare la presenza di un tumore del sangue sia la ripetuta formazione di ecchimosi, senza che ci siano stati urti o traumi particolari, o la comparsa improvvisa di piccole emorragie cutanee che danno un caratteristica punteggiatura rossa alla pelle, denominata porpora. Queste emorragie puntiformi sono principalmente legate alla carenza grave di piastrine che accompagna la malattia del midollo e la sede cutanea può rappresentare il campanello d’allarme che permette di condurre rapidamente alla diagnosi, prima di manifestazioni emorragiche in sedi più nobili come il cervello o più pericolose come l’apparato gastrointestinale.
Sanguinamenti, infezioni e ulcere ripetuti
Le mucose della bocca e delle prime vie aeree, ma anche la cute, sono sottoposte all’arrivo e alla colonizzazione da parte di agenti microbici. In condizioni fisiologiche “normali” si stabilisce un equilibrio tra la crescita microbica limitata alla superficie e il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario). Ma la riduzione delle difese immunitarie dovuta alla presenza di un tumore fa sì che i malati possano accusare lesioni al cavo orale (piccole ulcere e infiammazione, gengiviti e ascessi) o anche ferite cutanee ricorrenti.
Ingrandimento dei linfonodi e della milza
«Se i linfonodi superficiali del collo, delle ascelle o dell’inguine si ingrossano (anche senza provocare dolore) potrebbe essere a causa dell’invasione del tessuto linfonodale da parte di cellule neoplastiche (per lo più linfociti neoplastici) – spiega Ciceri -. È chiaro che l’ingrossamento, specialmente nell’infanzia può essere anche di tipo reattivo, cioè dovuto a una semplice risposta immunitaria a infezioni locali o sistemiche. Tuttavia se l’ingrossamento non regredisce spontaneamente dopo un mese, meglio consultare il medico per gli approfondimenti del caso. Analogamente, la crescita della milza può causare compressione sullo stomaco, con una sensazione di pienezza precoce e più in generale un senso di ingombro e pesantezza al fianco sinistro».
Prurito
Non va sottostimato anche un pizzicore persistente, accentuato nelle ore notturne, diffuso su tutto il corpo, senza causa apparente. Alcuni tumori del sangue, in particolare i linfomi, possono manifestarsi in questo modo anche in questo caso per il rilascio di citochine.
