Pericolo allergie con le cure naturali

Anche le piante medicinali, se usate male, possono provocare reazioni avverse. Attenzione pure ai chewing gum
Cimicifuga racemosa, Hypericum perforatum, Citrus aurantium, Piper methysticum: bei nomi latini per piante utilizzate in medicina, ma che possono anche nascondere insidie tutt’altro che insignificanti. Sono solo alcuni esempi che gli allergologi riuniti a Roma per i congressi della Società di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) e della Ifiaci (la Federazione delle società del settore) portano per avvertire sulla niente affatto scontata simmetria “naturale-innocuo”.
Per esempio, fra le erbe medicinali in commercio, alla Cimicifuga racemosa, utilizzata per i disturbi della menopausa, è stato imputato di provocare gravi danni al fegato, astenia e di innalzare gli enzimi muscolari. L’Hypericum perforatum (la cosiddetta “erba di San Giovanni”), usato per combattere la depressione, è anche causa frequente di interazioni con i farmaci e può provocare una sindrome da eccesso di serotonina. La comune arancia amara (il Citrus aurantium) ha mostrato un potenziale rischio di tossicità cardiaca sia negli animali da laboratorio sia nell’uomo. Infine il Piper methysticum(noto anche come Kava) ha effetti afrodisiaci, inebrianti e ansiolitici e per questo utilizzato fino a qualche anno fa per i disturbi dell’ansia e gli attacchi di panico, è stato successivamente ritirato dal commercio in alcuni Paesi per segnalazioni di gravissimi danni al fegato. Pure l’Achillea millefolium, l’Aesculus ippocastanum, l’Aloe africana e la Curcuma longa, per fare qualche altro esempio, possono dare problemi come dermatiti da contatto.
Ma l’elenco è ben più lungo e include molte altre specie.
Persino il chewing gum e i travel gum «sono in grado di evocare risposte molto severe a livello della mucosa del cavo orale. Questi prodotti – avverte Sebastiano Gangemi, direttore dell’Allergologia e immunologia clinica dell’Università di Messina – vengono normalmente usati per veicolare nicotina, scopolamina e per il trattamento della cinetosi. La cannella e la camomilla, ad esempio, possono essere presenti come fragranze anche in dentifrici e collutori: contenendo molte sostanze farmacologicamente attive, possono provocare reazioni avverse a carico dei tessuti orali, quali vescicole, ulcerazioni, esfoliazioni gengivali, cheratosi ed erosioni».
Le piante medicinali sono particolarmente usate tra le patologie non gravi, ma anche come tisane, ansiolitici, antidepressivi, per i disturbi del post menopausa e per la guarigione di ferite. Alcune vengono assunte anche per lenire i dolori mestruali e del parto, per la depressione, la sindrome del colon irritabile, a dimostrazione del fatto che, con il passare degli anni, il loro uso, ma purtroppo anche il loro abuso, osservano gli specialisti, stia crescendo esponenzialmente. Così come crescono, in maniera direttamente proporzionale, anche le vendite di questi prodotti, aumentate di diversi milioni in pochissimi anni.
 

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