ALOPECIA

La maggior parte dei pazienti nutre ansia e paura per il rischio di perdere i capelli durante la chemioterapia.

Opportuni interventi di supporto possono contribuire a ridurre al minimo il disagio del paziente.

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 Perché cadono i capelli ?

Le cellule implicate nella crescita dei capelli hanno un’elevata attività mitotica (replicazione cellulare) : esse costituiscono quindi un bersaglio dei chemioterapici che agiscono sulle fasi del ciclo cellulare. I follicoli piliferi del cuoio capelluto sono quelli più frequentemente colpiti in quanto spesso si trovano in fase di crescita attiva: il danno può essere a carico della radice o dello stelo del capello.

Solitamente i capelli cominciano a cadere nel giro di poche settimane dall’inizio della terapia, benché in alcuni casi, per altro molto rari, il fenomeno possa evidenziarsi nell’arco di pochi giorni. Il primo segnale sono le ciocche che cadono quando ci si spazzola o ci si pettina o si fa lo shampoo, e che talvolta si trovano anche sul cuscino al risveglio. I capelli possono diradarsi o diventare secchi e fragili e, di conseguenza, tendono a spezzarsi facilmente. In alcuni casi possono continuare a cadere per alcune settimane, fino a lasciare la testa completamente calva. In casi rari la caduta  è molto repentina e si compie in un paio di giorni. Ciò è non solo psicologicamente molto stressante, ma anche fastidioso perché il cuoio capelluto risulta dolente o infiammato.

E’ importante sottolineare  che la perdita dei capelli è generalmente un fatto transitorio : i capelli inizialmente ricrescono molto sottili ma nel giro mediamente di 4-6 mesi la capigliatura torna folta come prima. I ‘nuovi’ capelli possono essere più ricci o più fini di prima, e talvolta possono anche essere di colore leggermente diverso, a volte un misto tra il nero e il grigio.

Solo in casi molto rari, soprattutto dopo la somministrazione di elevate  dosi di chemioterapici , i capelli potrebbero non ricrescere più.

Quali chemioterapie determinano alopecia ?

Molti chemioterapici determinano alopecia ; le associazioni contenenti più farmaci alopecizzanti possono comportare un aumento di rischio rispetto ai singoli farmaci. In base alla frequenza di comparsa del sintomo possiamo classificare ( da Medicina Oncologica – V Edizione)  i farmaci in:


Frequente alopecia  (Ciclofosfamide,Adriamicina,Epirubicina,Etoposide,Taxolo,Topotecan,Vincristina,Vindesina,)


Meno frequente alopecia


(Bleomicina,Fluorouracile,Ifosfamide,Methotrexate,Mitomicina C,Mitoxantrone)

Il grado di alopecia determinato della chemioterapia è in rapporto non solo con il tipo di farmaco ma anche con la dose e la durata del trattamento.

Come informare il paziente ?


Il personale medico-paramedico deve fornire informazioni adeguate ,misure di prevenzione ,ove opportune e identificare il supporto che può essere fornito al paziente.

 ·         Spiegare al paziente come si produce l’alopecia da chemioterapia

 ·         Fornire informazioni sulla sua comparsa,sul rischio che essa si verifichi e sull’entità della perdita dei capelli attesa in relazione al trattamento effettuato

 ·         Lasciare un tempo sufficiente all’espressione dei sentimenti del paziente

 ·         Spiegare che l’aspetto della capigliatura e il colore dei capelli possono cambiare al momento della ricrescita

 ·         Ribadire il fatto che la perdita dei capelli è un fatto transitorio

 ·         Fornire informazioni su parrucche, foulard e copri-capo

 

·         Suggerire l’uso di federe di seta,shampoo delicati e spazzole morbide per diminuire la perdita dei    capelli

 

·         Istruire i pazienti a proteggersi il capo dal freddo in inverno e dal sole in estate.

 

Si può prevenire la caduta dei capelli?


La prevenzione dell’alopecia si fonda sulla riduzione dell’esposizione dei follicoli al farmaco, riducendo l’irrorazione di sangue a livello dei follicoli.

 In passato si è fatto uso della compressione locale con lacci emostatici ma l’efficacia è controversa e oggi non viene raccomandata per il rischio di danni tissutali locali. Il raffreddamento del cuoio capelluto mediante borse di ghiaccio artificiale, impacchi freddi e termocuffie  può dare risultati più o meno soddisfacenti :l’inizio del raffreddamento dovrebbe avvenire 5-15’ prima della somministrazione del farmaco e continuare  per 20-30’ dopo il termine. Tale metodica si è dimostrata poco efficace per schemi contenenti alte dosi di antraci cline, di cisplatino e/o ciclofosfamide ed &egra

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