La malnutrizione è molto diffusa e ha conseguenze gravi, ma ancora troppo raramente i pazienti ricevono le informazioni e le cure nutrizionali necessarie
Quello fra i malati di tumore e il cibo è un rapporto spesso complicato e ancora troppo spesso i problemi non vengono affrontati correttamente da specialisti e pazienti. A richiamare l’attenzione sulla questione, che interessa quasi tutte le persone con una diagnosi di cancro, soprattutto durante le terapie, è uno studio recentemente pubblicato dai ricercatori americani del University of Kansas Medical Center sulla rivista Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics . Nonostante siano ben note le insicurezze alimentari dei pazienti e i molti effetti collaterali delle terapie anticancro che possono disturbare una corretta nutrizione, infatti, accade frequentemente che gli specialisti oncologi, i malati stessi e i loro familiari sottovalutino questo aspetto, con conseguenze gravi: anche in Italia il diritto a ricevere un supporto nutrizionale appropriato non è ancora garantito a tutti.
I tanti pericoli della malnutrizione
Poche cifre scattano una fotografia efficace: complessivamente circa il 30% dei pazienti oncologici soffre di uno stato di malnutrizione, o è a rischio di esserlo, già al momento della diagnosi. E con il passare del tempo e il susseguirsi delle terapie la nutrizione insufficiente diventa un problema molto comune, tanto da interessare fino al 60-80% dei malati. Soprattutto quando si arriva nelle fasi avanzate della neoplasia e se si soffre di alcuni tipi di tumori quali quelli di pancreas, esofago, stomaco, testa collo. Questo comporta più probabilità di complicanze chirurgiche, una minore efficacia delle terapie, una loro maggiore tossicità e peggiora la qualità di vita dei pazienti, richiedendo spesso ulteriori ospedalizzazioni. Infiammazioni al cavo orale, disturbi digestivi e intestinali, nausea, vomito, perdita dell’appetito sono solo alcuni degli effetti collaterali più frequenti provocati dalle cure anticancro, che possono peggiorare significativamente la vita dei pazienti (anche di chi guarisce) e saper scegliere i cibi più indicati può essere un sostegno cruciale. Ecco perché ogni malato oncologico ha diritto a ricevere un’informazione esaustiva sulla propria alimentazione da parte di personale sanitario con documentate e riconosciute competenze di nutrizione clinica, uno screening finalizzato a individuare l’eventuale presenza del rischio di malnutrizione e, quando necessario un supporto nutrizionale appropriato.
Le soluzioni esistono
Dall’indagine statunitense emerge però che, sebbene una percentuale variabile fra il 20 e il 50% dei pazienti abbia problemi a mettersi «a tavola» (con tassi più elevati fra gli anziani e fra le persone con un tipo di cancro che interessa l’apparato digerente), gli esperti di nutrizione non vengono ancora coinvolti di routine nell’iter di cure e che peso e disturbi alimentari non sono misurati sempre in modo corretto. «Il calo di peso è un problema frequentissimo nei pazienti oncologici sin dall’esordio della malattia, ma non è opportuno definirlo “normale” — commenta Riccardo Caccialanza, direttore dell’Unità Dietetica e nutrizione clinica alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia —. Nutrizionisti e dietisti ospedalieri sono pochi in Italia, ma il supporto all’alimentazione dei pazienti affetti da cancro resta una priorità: molto può e deve essere fatto per migliorare». L’eccessiva perdita di peso (che andrebbe valutata come parametro vitale fin dalla diagnosi di tumore) può dipendere da diversi fattori: riduzione dell’appetito, presenza di difficoltà a deglutire, problemi digestivi o alterata capacità di assorbimento dei nutrienti, ma anche ansia, paura e depressione possono contribuire in una certa misura. «Le soluzioni a disposizione dei medici (a partire dagli alimenti a fini medici speciali) sono molteplici e anche pazienti e familiari possono fare la loro parte non sottovalutando il problema — conclude l’esperto —. L’intercettazione precoce di problematiche nutrizionali è essenziale per impostare un supporto appropriato ed efficace».
