Provate a cercare su internet «cancro» o «curare un tumore»: otterrete migliaia di risultati in pagine web o video su YouTube. Il problema è che moltissime di quelle informazioni sono nel migliore dei casi approssimative, ma non di rado il web fornisce notizie sbagliate o pericolosamente fuorvianti. In realtà la Rete è ricca di siti ben fatti, utili, corretti, ma ce ne sono altrettanti che diffondono un numero ricorrente di «leggende». Per chi deve gestire l’ansia e la paura che inevitabilmente accompagnano una diagnosi oncologica può essere dura distinguere la realtà dalla fantascienza, che spesso viene «travestita» e sostenuta in modo da apparire perfettamente plausibile. Basta però approfondire solo un po’ per capire la verità o rendere comprensibile a chiunque l’evidenza scientifica, che è l’unica cosa che conta quando si tratta di tutelare la nostra salute. Spieghiamo i 10 falsi miti più frequenti, con l’aiuto degli esperti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom).
Mito 1: il cancro è una malattia moderna
I tumori sono stati descritti già centinaia di anni fa da medici dell’antico Egitto e dell’antica Grecia, come documentano testi e reperti di quell’epoca. Inoltre, in uno scheletro umano risalente a ben 3mila anni fa gli archeologi hanno trovato segni di una forma di cancro. Quindi, prove alla mano, non è affatto vero che i tumori siano nati soltanto con la moderna civiltà occidentale. «È invece indubbio che ci sia stata un’impennata dei casi di tumore in epoca moderna – spiega Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Aiom -, per una serie di ragioni facili da comprendere. Primo, il principale fattore di rischio è l’età: il cancro è una patologia tipica dell’invecchiamento, causata da danni al Dna che si accumulano col passare degli anni, e solo in tempi recenti la popolazione ha avuto l’opportunità di diventare “vecchia? (fino anche solo agli inizi del Novecento guerre, malnutrizione e malattie rendevano difficile arrivare a 60 anni, ndr
Mito 2: alcuni super-cibi prevengono i tumori
Semplicemente non esistono singoli alimenti che da soli siano in grado di tenere lontano la malattia, neppure se inghiottiti in dosi massicce. Mirtilli, barbabietole, pomodori, broccoli, tè verde… e la lista potrebbe continuare a lungo. Sono moltissimi i siti internet o gli articoli fuorvianti in merito, nati magari per pubblicizzare un singolo prodotto o per dare visibilità a una specifica sperimentazione, che attribuiscono «poteri miracolosi» a uno specifico nutriente. «La verità è che ciò che mangiamo (e beviamo) è importantissimo – sottolinea Massimo Di Maio, consigliere nazionale Aiom e direttore dell’Oncologia all’Ospedale Mauriziano di Torino, -. È indubbio che alcuni alimenti, per esempio frutta e verdura, sono più salutari di altri, come dolciumi o fritti. Ma quello che davvero conta è seguire una dieta equilibrata perché gli studi scientifici dimostrano da anni, in modo inequivocabile, la potenza di una dieta sana, povera di grassi animali e ricca di vegetali. Oggi 4 tumori su 10 sono causati da stili di vita sbagliati, a partire da quello che mettiamo nel piatto».
Mito 3: una dieta «acida» provoca il cancro
Intanto un premessa: l’alimentazione di una persona non può influire sul livello di acidità del suo corpo. Una teoria ricorrente narra che chi si nutre di molti cibi aspri finisca per rendere troppo acido il proprio sangue e che questo faccia crescere il rischio di tumore e, per ovviare a ciò, bisognerebbe aumentare l’apporto di cibi alcalini sani come ortaggi verdi e frutta. Questa ipotesi, come sottolineato più volte dagli specialisti, semplicemente non ha senso. Il nostro organismo regola da solo, nel perfetto funzionamento dei reni, il tasso di acidità di cui necessità e, per esempio, si libera degli eccessi tramite l’urina (che il effetti ha diversi tipi di pH a seconda di ciò che mangiamo). Ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con la formazione di una neoplasia.
Mito 4: i tumori sono «golosi» (di dolci)
È indubbio che, per tenere alla larga i tumori, sia meglio evitare una dieta troppo dolce, ma il cancro non si «nutre» di zuccheri. Come prevenzione è importante evitare i picchi di insulina, l’ormone prodotto dal nostro organismo in risposta a un aumento della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia), ma regola anche altri aspetti del funzionamento del nostro organismo e per questo è considerata un ormone chiave nella relazione tra cibo e cancro. Troppa insulina in circolo, per esempio, induce una produzione eccessiva di testosterone, l’ormone sessuale maschile, nella donna. Inoltre l’insulina favorisce la produzione di un fattore di crescita chiamato IGF-I che è un vero e proprio fertilizzante per le cellule in generale e in particolare per quelle cancerose. Alcuni tumori, come per esempio quello del seno, sono particolarmente sensibili all’azione combinata degli ormoni sessuali e dei fattori di crescita.
Mito 5: il cancro è un fungo, che si cura con il bicarbonato di sodio
I tumori non hanno nulla a che vedere con i funghi e pare che questa bizzarra idea nasca dal fatto che «le masse cancerogene sono sempre bianche». Un’affermazione che non ha alcuna base scientifica e che può essere facilmente confutata cercando in internet immagini di tumori asportati da chirurghi o analizzati in laboratorio dai patologi.I sostenitori di questa teoria dicono che il cancro è causato da un’infezione fungina e he per curarlo bisognerebbe iniettare bicarbonato di sodio, che in realtà non viene utilizzato neppure per trattare le infezioni fungine vere e proprie. Al contrario è stato scientificamente provato che alte dosi di questa sostanza possono avere conseguenze molto serie, persino fatali. Ad oggi non ci sono studi scientifici che dimostrino che il bicarbonato sia utile o efficace come cura anticancro.
Mito 6: esiste una terapia miracolosa…
Nel corso degli anni abbiamo assistito alla pericolosa diffusione di teorie pseudoscientifiche sulle cure miracolose del cancro: dal siero Bonifacio, che prese il nome dal veterinario di Agropoli che usava le capre, allo squalene dei nostri giorni, per cui la cartilagine di squalo funzionerebbe come una sorta di antidoto. Dal veleno dello scorpione cubano, fino al metodo Di Bella. E un rapido giro sul web porterà alla luce molte altre soluzioni spacciate per «prodigiose», magari anche citando aneddoti, spiegazioni che paiono plausibili e storie (talvolta persino facce e nomi) di chi ce l’avrebbe fatta grazie a quel preciso prodotto.
Mito 7: … e le aziende farmaceutiche la tengono nascosta
Miracolosa o anche «soltanto» straordinariamente efficace. Non sono pochi a credere che davvero esista una terapia anticancro portentosa tenuta però nascosta da un complotto mondiale, solitamente orchestrato dai «grandi cattivi»: le case farmaceutiche. Insieme a governi, politici, istituzioni sanitarie, naturalmente. E non di rado fra i collusi rientrano anche le maggiori organizzazioni benefiche, accusate insieme agli altri di voler solo fare soldi sulla pelle dei malati. Indipendentemente dalla terapia prodigiosa di volta in volta in questione, la logica di solito si ripete: la cura è già disponibile, ha un prezzo basso e non può essere brevettata o autorizzata ufficialmente per i motivi più disparati. Quindi gli aderenti al complotto la occultano o la ostacolano, in modo da poter guadagnare denaro con i loro interessi.
Mito 8: le terapie oncologiche fanno più male che bene
Nessuno dice che chemioterapia, radioterapia e interventi chirurgici siano una passeggiata. Al contrario, le conseguenze indesiderate sono spesso numerose e pesanti, «ma oggi, dopo anni di studio, conosciamo bene la gran parte degli effetti collaterali e abbiamo modi per arginarli o persino prevenirli – sottolinea Massimo Di Maio, consigliere nazionale Aiom e direttore dell’Oncologia all’Ospedale Mauriziano di Torino, -. In diversi casi si procede a riabilitazione anche prima di operare, perché può aiutare a una migliore ripresa del paziente dopo un intervento invasivo. Malati e familiari vengono informati su cosa può aiutarli a convivere meglio con la terapia (una dieta specifica, per esempio, contro nausea e vomito da chemio, oppure come contrastare le tossicità cutanee di farmaci e radiazioni) e l’obiettivo della qualità di vita è oggi prioritario. Si procede con una terapia solo se i pro superano i contro».
Mito 9: non sono stati fatti progressi nella lotta al cancro
Semplicemente questa affermazione è falsa. Purtroppo ci sono ancora tipi di tumore che hanno una mortalità elevata (per esempio quelli celebrali o del fegato), ma per altri si può parlare di guarigione completa in quasi 9 pazienti su 10 (come prostata, seno, tiroide). Lo dicono i numeri: dal cancro si guarisce e sempre più persone riescono a conviverci trattandolo come una malattia cronica. Nel 2006 erano poco più di 2 milioni, oggi sono oltre 3, gli italiani vivi dopo una diagnosi di tumore. E questa cifra cresce di circa il tre per cento ogni anno.
Mito 10: gli squali non si ammalano di cancro
Falso, come dimostrano ricerche di laboratorio e casi ben documentati (tra i quali un registro sulla fauna marina pubblicato nel 2004 dall’Università delle Hawaii). Anche questi abitanti degli abissi possono sviluppare la malattia come qualsiasi altro animale, ma certo è più difficile avere una diagnosi rispetto ai nostri «amici domestici» (come cani e gatti), per i quali siamo più abituati a ricevere la notizia che abbiano un tumore. La storia comincia negli anni ‘70 quando alcuni studiosi americani della Johns Hopkins School of Medicine identificarono nella cartilagine di squalo (come anche in quella di altri animali) alcuni fattori anti-angiogenetici: inibendo la formazione di vasi sanguigni nei tessuti, i medicinali anti-angiogenetici erano al tempo considerati (e si sono poi effettivamente rivelati) una delle strade più promettenti nella lotta contro il cancro.
