L’aspirinetta
Cresce il numero di prove a favore dell’utilizzo dell’aspirinetta, la piccola dose quotidiana assunta come «difesa» da disturbi cardiovascolari, nella protezione da alcune forme di cancro (colon, pancreas, fegato, prostata e ovaio). «Il meccanismo benefico dell’aspirina sarebbe da attribuire sia all’inibizione di alcuni fattori dell’infiammazione, che svolgono un ruolo importante nel favorire la crescita tumorale, sia al mantenimento di una migliore fluidità del che contribuisce a ridurre il rischio di deposito di cellule metastatiche — spiega Carmine Pinto, presidente della Federation of italian cooperative oncology groups (Ficog) —. Ora è importante eseguire uno studi per confermare questi importanti risultati, mostrando anche che i vantaggi dell’uso regolare di aspirina sovrastano di gran lunga i rischi di potenziali di effetti collaterali derivanti dalla sua assunzione». Fra i principali effetti indesiderati, specie per chi assume la cura a lungo, ci sono infatti la formazione di ulcere gastrointestinali e l’emorragia gastrica.
I contraccettivi orali
Diversi studi hanno focalizzato l’attenzione sull’effetto protettivo dei contraccettivi orali (e sui loro possibili rischi): finora sono state raccolte molte prove sul fatto che l’assunzione delle normali pillole anticoncezionali per un determinato numero di anni riduca le probabilità di ammalarsi di diverse neoplasie (endometrio e ovaio), ma potrebbe aumentare il rischio di altre (seno, cervice e fegato). «I dati più solidi sono quelli sui tumori dell’ovaio — spiega Carmine Pinto, direttore dell’Oncologia medica all’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia —. La causa sarebbe dovuta alla soppressione dell’attività ovarica, ma i reali meccanismi dell’azione protettiva non sono ancora completamente noti. Ogni cinque anni di assunzione producono una riduzione del rischio di ammalarsi del 20%. Aspetto interessante è che la protezione si protrae nel tempo persistendo anche a decenni dalla sospensione dell’assunzione».
La metformina
La metformina, farmaco orale comunemente utilizzato nel trattamento del diabete, potrebbe avere un ruolo nella prevenzione di alcuni tumori grazie sia alla capacità di bloccare l’attività di fattori che alimentano la proliferazione cellulare e il microambiente tumorale sia, indirettamente, controllando il metabolismo degli zuccheri e riducendo l’infiammazione. Diversi studi infatti suggeriscono che nei tumori della mammella ma anche in quelli polmonari, gastrointestinali e della prostata, l’assunzione di metformina per il diabete possa associarsi a un miglioramento della sopravvivenza. La metformina sembra avere anche un effetto preventivo. Per esempio, la sua assunzione ha ridotto del 20-30% il rischio di sviluppare tumori del seno in donne diabetiche, un vantaggio più evidente nelle donne che avevano assunto il farmaco per più di dieci anni.
Le statine
Le statine, riducendo la sintesi di colesterolo, sono ampiamente utilizzate per ridurne i valori nel sangue con un dimostrato beneficio per le malattie cardiovascolari. In addizione all’effetto cardioprotettivo, le statine presentano un’attività anti-infiammatoria e anche antiproliferativa, suggerendone un potenziale impatto nella prevenzione dei tumori. «Studi iniziali paiono indicare una riduzione di rischio di insorgenza di carcinoma ovarico in donne che hanno fatto uso di statine per più di anni — spiega Pinto —. Altri studi prospetterebbero un ruolo protettivo delle statine sull’insorgenza dei tumori delle vie biliari (colangiocarcinoma e carcinoma della colecisti) e dell’epatocarcinoma sia in pazienti affetti da epatite cronica sia a origine virale (HBC e HCV) che non virale (non-alcholic fatty liver disease o NASD). Sono però indagini che necessitano ancora conferme su ampi numeri».
L’allopurinolo
L’allopurinolo, ampiamente utilizzato in clinica per ridurre i valori dell’acido urico nel sangue, abbassando lo stress ossidativo presenta anche un effetto anti-infiammatorio, con una possibile attività nella prevenzione dei tumori. Gli studi condotti su assunzione di allopurinolo e riduzione di insorgenza di tumori, in particolare del carcinoma della prostata, hanno però dato finora risultati contrastanti.
Il futuro: le superpillole di «batteri buoni» o spore
«In un futuro prossimo potremmo assumere superpillole di “batteri buoni” o di spore — dice l’esperto —. Infatti recenti studi hanno dimostrato che i batteri commensali buoni, tra cui anche lattobacilli e bifidus, che abitano nel nostro organismo (soprattutto intestino), il cosiddetto “microbiota”, sono un potente baluardo delle nostre difese immunitarie, in grado di prevenire numerosi tumori e di potenziare l’efficacia della chemioterapia e dell’immunoterapia antitumorali. Mentre altri batteri “cattivi” presenti nel cavo orale (specie dei fumatori o di chi eccede con l’alcol) possono aumentare il rischio di cancro. Le pillole di batteri buoni o anche il “trapianto” di biomasse elaborate dai batteri sono quindi un possibile traguardo da raggiungere».
Oggi: una «pastiglia prodigiosa»
Se la «compressa magica» attualmente non esiste, è però certo che la strategia migliore oggi disponibile è una «cura» quotidiana di buone regole d’oro per non ammalarsi di cancro, facili e a costo zero, che includono: alimentazione, attività fisica, riduzione del sovrappeso, astensione dal fumo e controllo nell’assunzione di alcol. «Almeno il 30% dei tumori può essere prevenuto mantenendo un’alimentazione corretta e svolgendo attività fisica regolare — sottolinea l’esperto —. Se si aggiungono agli stili di vita sbagliati anche l’esposizione eccessiva al sole e l’inquinamento atmosferico, gli studiosi sostengono che ben 9 tumori su 10 dipendono da questi fattori complessivamente e sono quindi potenzialmente evitabili». Possiamo, insomma, fare molto per non ammalarci di cancro: basti pensare , ad esempio, che circa il 75% del rischio di sviluppare tumori del colon sembra essere dovuto all’alimentazione così come l’80% del rischio di tumori cutanei è correlabile all’esposizione solare e il 75% di tumori della testa e del collo è dovuta ad alcol e tabacco. «Non meno importanti, quando si parla di prevenzione, sono gli screening oncologici che in Italia vengono offerti gratis alle persone considerate più a rischio di ammalarsi — conclude Pinto —. Esami (mammografia, Pap h Hpv test, test Sof) che possono salvare la vita perché aiutano a scoprire l’eventuale presenza di lesioni precancerose o di neoplasie ai primi stadi».
