CANCRO AL SENO.COME SCONFIGGERLO?

La diagnosi precoce è il primo passo per vincere la malattia. se viene individuato prima che diventi palpabile la guarigione è al 99%

Roma, 12 dicembre 2011 – Per combattere il tumore al seno al seno l’arma più efficace resta la diagnosi precoce, ma una grande speranza viene anche dall’utilizzo di alcuni farmaci che, presi preventivamente, potrebbero scongiurare la comparsa del male. Molto si attende inoltre dalla cosiddetta diagnosi molecolare, un particolare esame del sangue che permetterà di individuare un tumore prima che diventi un nodulo millimetrico.
È questo, in sintesi, il progetto dell’oncologo Umberto Veronesi, che punta a sconfiggere definitivamente questo male così insidioso per le donne.
«Siamo già all’85% di guarigioni – spiega Veronesi – vogliamo fare un ultimo passo». L’occasione per pronunciare queste parole di speranza è l’incontro organizzato in occasione dei 30 anni dalla pubblicazione dei risultati del suo studio clinico che dimostrava come i tumori al seno di dimensioni inferiori ai due centimetri, potessero essere trattati con la stessa efficacia preservando il seno.


DUNQUE LA CHIAVE DI SVOLTA è la diagnosi precoce, spiega Veronesi. I dati parlano chiaro: se il tumore viene individuato e curato prima che diventi palpabile, la guarigione è del 99%. Spetta dunque alle donne essere precise e costanti nei controlli diagnostici.
Esistono poi due farmaci in grado di impedire il processo di formazione del tumore nei gruppi di donne ad aumentato rischio di ammalarsi, come ad esempio chi ha familiarità: «Svilupperemo nuovi ampi studi clinici sul Tamixifen a basse dosi per le donne in post-menopausa e sulle Fenretinide per le donne sotto i 50 anni», spiega l’oncologo.
Ma la grande speranza si chiama diagnosi molecolare. Si tratta della ricerca di MicroRNA nel sangue: frammenti genetici di RNA (è la copia del DNA codificante) che permetteranno di agire sul tumore molto prima che diventi un nodulo rilevabile da qualsiasi apparecchio diagnostico. L’analisi di questi frammenti è in grado di identificare quei tumori che non infiltreranno mai altri organi, e di distinguerli da quelli che invece tendono per loro natura a dare metastasi. Con un semplice esame del sangue, quindi, si potranno ottenere indicazioni fondamentali.
«La sconfitta del tumore al seno – spiega l’oncologo – richiede l’impegno di tutte le forze del Paese. Il tumore del seno è molto bizzarro: se scoperto precocemente si guarisce, se scoperto tardi si muore. Le protagoniste assolute saranno le donne: solo la partecipazione cosciente e determinata del mondo femminile potrà farci raggiungere l’obiettivo di rendere il tumore del seno una malattia a mortalità zero». Le donne devono sapere che negli ultimi trent’anni i tumori diagnosticati in fase impalpabile sono passati dal 5% degli anni ’80 al 30% degli anni 2000. E l’effetto sulla riduzione sulla mortalità è stato enorme: da un 40% di guaribilità siamo passati all’85%.

 

Paola Pasquarelli da Quotidiano.Net

 

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