La neuropatia periferica è caratterizzata da un danneggiamento e da un cattivo funzionamento dei nervi ( motori e sensitivi) appartenenti al sistema nervoso periferico. La neuropatia periferica può essere determinata da vari motivi : diabete, abuso di sostanze tossiche, virus es. herpes zoster e HIV, compressioni e traumi, farmaci ( iatrogena). Alcuni farmaci per il trattamento dei tumori possono avere questo effetto ad es. platino-derivati e taxani.
La neurotossicità da farmaci antiblastici costituisce un problema di crescente rilevanza e può portare all’interruzione del trattamento. La sua gravità è legata alla dose somministrata ed alla durata del trattamento. I sintomi possono manifestarsi nel 70% entro un mese, nel 60% entro 3 mesi dopo la somministrazione del farmaco e spesso la neuropatia periferica si risolve, parzialmente o del tutto, fra sei mesi ed un anno dopo la sospensione del trattamento stesso. La neuropatia indotta da oxaliplatino può però persistere anche per anni dopo il trattamento.
Uno studio condotto su donne “cancer survivors” ha dimostrato che il 45 % di esse aveva ancora sintomi di neuropatia periferica in media dopo 6 anni dalla fine del trattamento che impattavano molto sulla Qol.
La patologia può avere un pesante impatto sulla qualità di vita rendendo difficile svolgere le normali attività quotidiane, dalla cucina allo shopping fino a molte attività lavorative. I danni ai nervi in molte donne si ripercuotevano sul modo di camminare con probabilità di incorrere in cadute.
I sintomi della neuropatia periferica si dividono in motori e sensitivi
I sintomi di tipo motorio : debolezza, dolore e disturbi di sensibilità, equilibrio e cammino.
I sintomi sensitivi : intorpidimento, formicolii, sensazione di “spilli” nella pelle, fitte dolorose, scosse elettriche e parestesie
Le neuropatie sensitive e sensitivo-motorie causano spesso anche l’assenza del senso di posizione, disturbo che provoca mancanza di coordinazione, problemi di equilibrio e assenza di sicurezza nel camminare, causando cadute con conseguenze anche gravi.
Importante è prevenirla o almeno trattarla precocemente perché impatta negativamente sulla qualità di vita del paziente !
Spesso, effettuare test elettrofisiologici, come quello sulla velocità di conduzione neuronale (EMG) permette la diagnosi della neuropatia prima della comparsa dei sintomi, consentendo un trattamento tempestivo che riduce la gravità della neuropatia stessa. Altri strumenti per la diagnosi/ controllo sono i test VAS e DN4.
I farmaci usati attualmente nel trattamento ( pregabalin-gabapentin) danno risultati modesti e sono gravati da effetti collaterali.
Da anni viene impiegato l’acido Alfa-Lipoico per la solidità delle evidenze scientifiche nel trattamento della neuropatia diabetica , per l’ottimo profilo di tollerabilità e per il fatto che, a differenza degli altri farmaci analgesici indicati, è l’unico ad agire direttamente sull’infiammazione del nervo, intervenendo sui meccanismi che contribuiscono alla progressione del danno nervoso. L’acido alfa lipoico grazie alle sue proprietà antiossidanti e chelanti riesce a eliminare i radicali liberi prodotti dalla chemioterapia e grazie alle spiccate attività antiossidante, neurotrofica e neuroprotettiva riesce a riattivare il normale flusso assonale e a ridurre gli effetti neuropatici delle terapie oncologiche.
In uno studio condotto presso l’Università di Firenze Opera si è dimostrato efficace nel ridurre la neuropatia periferica in pazienti trattati con chemioterapia neurotossica a base di platino-derivati e taxani. Desideri I. et al :Use of an alpha lipoic, methylsulfonylmethane and bromelain dietary supplement (Opera) for chemotherapy-induced peripheral neuropathy management, a prospective study. Medical Oncology 2017
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