“Non è a mia conoscenza l’esistenza di alcun dato su efficacia, tossicità o possibili interazioni del siero estratto dal veleno dello scorpione azzurro, venduto in Albania come rimedio anti-cancro. Penso si tratti di uno di quei periodici prodotti ‘miracolosi’ che spuntano fuori regolarmente in oncologia“. Così Carmelo Iacono, presidente dell’Associazione Italiana Di Oncologia Medica interviene a proposito del “pellegrinaggio” di italiani in Albania, in cerca del Vidatox.
“Come in passato il siero Bonifacio e la cura Di Bella, ciclicamente la storia dell’oncologia è segnata da rimedi che si presentano come miracolosi. Ma è bene sottolineare l’importanza che un farmaco, in questo come in altri campi della medicina, dimostri la sua efficacia. Dunque sia oggetto di uno studio scientifico, una sperimentazione disegnata ad hoc”.
“È pericoloso optare per una cura sull’onda emotiva o in base al passaparola – prosegue – anche perché qui si ignorano importanti informazioni sia per quanto riguarda l’efficacia, sia per la tossicità del rimedio derivato dalla tossina. Insomma, il prodotto potrebbe essere o non essere sicuro, o potrebbe interagire con i farmaci tradizionali o con quelli innovativi. Ecco perché sconsigliamo i viaggi della speranza, pur comprendendo che nella malattia, e in particolare nel cancro, la disperazione porte le persone ad aggrapparsi a qualsiasi ipotesi”. In ogni caso la raccomandazione del presidente Aiom è chiara: “Prima di assumere prodotti come questo, è bene consultare sempre il proprio oncologo. Ribadisco – conclude – che su questo rimedio non c’è un dato scientifico. E non sono stati condotti, o quanto meno resi noti, test di sicurezza”.
