ASTENIA

In generale l’astenia è il sintomo più frequentemente riferito dal paziente oncologico.

L’astenia può essere definita come una sensazione generalizzata di esaurimento delle energie con riduzione delle capacità fisiche e mentali.

L’affaticamento è un sintomo e quindi una sensazione riferita dal paziente non obiettivabile e rilevabile clinicamente e che altera significativamente la qualità di vita del paziente.

 

Nel paziente neoplastico sia l’apporto nutrizionale che il metabolismo energetico sono alterati provocando una sensazione di debolezza. Inoltre l’ipomobilità provoca atrofia dei muscoli scheletrici per aumentato catabolismo proteico e ridotta sintesi proteica.

Un ruolo importante ma non ancora del tutto chiarito  ha l’accumulo di sostanze tossiche provenienti dalla distruzione cellulare provocata dall’azione dei chemioterapici o dalla crescita del tumore.

Esistono quindi varie cause dell’astenia :

  • Accumulo di sostanze tossiche
  • Ipermetabolismo
  • Fattori psicologici e ambientali
  • Anemia e deficit nutritivi
  • Farmaci chemioterapici
  • Squilibri elettrolitici
  • Alterazioni glicidiche

 

Alcuni farmaci di comune uso nei pazienti neoplastici ( es. antidepressivi,ansiolitici,analgesici) hanno come effetto collaterale un certo grado di astenia  per un’azione sedativa o miorilassante.

Deficit nutrizionali sono spesso presenti per diverse cause : nausea e vomito associate alla terapia,competizione per le sostanze nutritive tra tumore e ospite, inappetenza legata all’ansia e alla depressione.

La mancanza di un adeguato riposo e disturbi del sonno collaborano ad aggravare la sensazione di affaticamento fisico e mentale.

Anche le condizioni di deficit di ossigeno,come l’anemia e l’insufficienza respiratoria, sono correlate alla debolezza.

Le alterazioni del metabolismo del glucosio sono estremamente importanti essendo il glucosio la principale fonte di energia ; bisogna prestare particolare attenzione al trattamento in corso nei pazienti diabetici .

La carenza di ormoni corticosteroidi può essere correlata in quanto i corticosteroidi sono fondamentali per il mantenimento della condizione di benessere; da sottolineare però che l’uso frequente di corticosteroidi nei pazienti neoplastici può indurre lo sviluppo di diabete mellito.

La ridotta attività fisica o addirittura la prolungata immobilità riducono il tono e il trofismo muscolare provocando una sempre minore tolleranza agli sforzi.

E ‘ quindi conviene consigliare , quando possibile, al paziente di fare una moderata attività fisica da incrementarsi progressivamente,di  pianificare i periodi di riposo durante la giornata  e garantirsi un’adeguata alimentazione.

Un certo miglioramento si può osservare, anche nella fase avanzata della malattia, correggendo ,quando fattibile, i deficit nutritivi o alleviando la condizione di ansia e depressione con la terapia farmacologica ed il supporto psicologico.

 

Tra i trattamenti farmacologici specificamente indicati per il trattamento della fatigue il ginseng americano (Panax quinquefolius) si è dimostrato efficace e privo di effetti collaterali. L’aggiunta alla terapia di esercizi aerobici può ridurre significativamente l’affaticamento e rappresenta una buona opportunità per questi pazienti di essere trattati correttamente.

 

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