«Sto facendo la chemioterapia, che cosa posso (o non posso) mangiare?»

«Sto facendo la chemioterapia, che cosa posso (o non posso) mangiare?»

Ne soffrono quasi tutti i malati di tumore, ma se ne parla poco: infiammazioni al cavo orale, disturbi digestivi e intestinali, perdita dell’appetito sono solo alcuni degli effetti collaterali più frequenti provocati dalle cure anticancro, che possono peggiorare significativamente la vita dei pazienti e anche di chi guarisce. «Diverse ricerche hanno dimostrato che in caso di trattamenti chemio e radioterapici, non è importante sapere scegliere solo i cibi più corretti, ma saperli anche modulare nelle diverse fasi di cura, ovvero prima durante e dopo il trattamento» dice Fabrizio Nicolis, presidente della Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), che ha da poco promosso insieme a Fondazione Tera il progetto “Food Bank in Oncology”.

Quali sono le regole generali?

«Prima di tutto dobbiamo evitare di trasferire i consigli per una corretta alimentazione delle persone sane a coloro che stanno affrontando un complesso percorso terapeutico – spiega Paolo Marchetti, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma -. Dobbiamo evitare, anche se siamo giustamente preoccupati per il ridotto desiderio di alimentarsi dei nostri familiari, di trasformare la nutrizione in un’ossessione. Inoltre, alcuni semplici accorgimenti possono aiutare a migliorare l’alimentazione durante le cure. Poiché mangiare poco e spesso evita il senso di ripienezza post-pranzo, può essere utile suddividere i pasti della giornata in 5-6 volte, a distanza di 2 o 3 ore l’uno dall’altro, approfittando dei momenti di maggiore appetito o di minore nausea. Anche bere poco durante i pasti aiuta a non sentirsi subito sazi. È però in genere opportuno bere circa 2 litri di acqua al giorno, lontano dai pasti».

Se il cibo non ha più sapore, cosa si può fare?

«Per chi ha perso il gusto del cibo o avverte sapori inconsueti per gli alimenti che sta assumendo, occorre prima di tutto escludere la presenza di infiammazioni o infezioni del cavo orale, spesso frequenti in corso di terapie, parlandone con il proprio medico curante – chiarisce Stefania Gori, direttore dell’Oncologia medica dell’Ospedale Don Calabria di Negrar di Verona -. L’impiego di erbe ed aromi può rendere più appetitose molte pietanze. Purtroppo non esiste una regola generale. Alcuni pazienti presentano minori fastidi in assenza di sapori o profumi particolarmente intensi. Non potendo identificare a priori una regola generale, è importante che i malati ne parlino con l’oncologo in modo da cercare insieme la migliore possibilità di alimentazione».

Per chi ha dolore o infiammazioni in bocca?

«Se si hanno problemi importanti del cavo orale, l’uso del frullatore o dell’estrattore permette di creare bevande energetiche di frutta e verdura – dice Marchetti -. Un altro metodo poco utilizzato riguarda le cotture a bassa temperatura in barattoli di vetro, che consentono di ottenere cibi molto saporiti senza aggiungere troppi condimenti, anche se i tempi per la loro preparazione sono molto più lunghi e richiedono un pochino di esperienza».

Per chi ha dolore o infiammazioni in bocca?

«Se si hanno problemi importanti del cavo orale, l’uso del frullatore o dell’estrattore permette di creare bevande energetiche di frutta e verdura – dice Marchetti -. Un altro metodo poco utilizzato riguarda le cotture a bassa temperatura in barattoli di vetro, che consentono di ottenere cibi molto saporiti senza aggiungere troppi condimenti, anche se i tempi per la loro preparazione sono molto più lunghi e richiedono un pochino di esperienza».

Quali sono i cibi consigliati?

Nonostante spesso molti alimenti vengano presentati come dotati di caratteristiche specifiche per ridurre o eliminare sintomi legati alle terapie oncologiche, dobbiamo ricordare che le cause che possono determinarli sono molteplici e che per ognuna di queste esistono dei consigli utili. «In genere, è bene ridurre il quantitativo di bevande, abolendo quelle gassate e ad alto contenuto alcolico – ricorda Stefania Gori, che è anche presidente eletto dell’Aiom -. Tra i cibi solidi è meglio utilizzare frutta e verdura, condite con succo di arancio, invece che con zucchero o alcolici. È opportuno favorire il consumo di pesce fresco (ricco di acidi grassi Omega 3), evitando aringhe in salamoia, caviale, salmone affumicato, pesce salato, essiccato o conservato. Consumare solo carni magre, non più di una volta alla settimana, bilanciando l’apporto di proteine con l’assunzione di verdura e frutta ed evitando carni conservate, come salumi, insaccati e affettati. Meglio poi evitare i cibi fritti in grassi diversi dall’olio di oliva extravergine o olio di mais. Limitare il consumo di latte, latticini, formaggi e uova. È consentito l’uso di formaggio magro, ricotta di mucca, latte magro e formaggio di soia. Non eccedere con i prodotti a base di farina di frumento, mais e cereali (pane, pasta, polenta), preferendo quelli meno raffinati. Infine, privilegiare l’olio d’oliva extravergine, derivante da olive spremute a freddo».

Come ridurre la nausea e il vomito?

È opportuno consumare i pasti lentamente, masticando bene i cibi per favorire la loro digestione, utilizzando alimenti asciutti e leggermente salati. Un consumo abituale e ampio di cibi fritti, ricchi di grassi e piccanti è da evitare. Si consigliano pasti piccoli e frequenti, evitando di cucinare personalmente e non sostare in cucina durante la preparazione dei cibi, in quanto gli odori delle diverse preparazioni potrebbero indurre nausea e vomito. Di solito al mattino la nausea e il vomito sono meno presenti. Di conseguenza, una parte delle calorie che si devono assumere nel corso della giornata può essere spostata al mattino (per esempio, facendo una prima colazione seguita, a metà mattinata, da uno spuntino). Le bevande, in particolare quelle zuccherate (meglio bere prevalentemente succhi di frutta, tisane, tè, sciroppo di menta), possono aumentare la nausea se assunte durante i pasti, mentre lontane dal cibo possono ridurla. È preferibile, inoltre, evitare di consumare i pasti a letto. Meglio poi evitare un consumo eccessivo di vino e i superalcolici. Poiché l’ansia può provocare l’insorgenza o l’aggravamento di nausea e vomito, è opportuno controllare le variazioni dello stato emotivo con l’attività fisica o trattamenti complementari (ginnastica, yoga, musicoterapia, agopuntura).

Come agire contro la diarrea?

«La diarrea è un sintomo importante che deve essere comunicato al proprio medico, perché provoca problemi legati alla perdita di liquidi e di sali minerali – ricorda Marchetti -. Non bisogna consumare cibi piccanti, molto conditi e ricchi di scorie (in particolare pane e pasta integrali, frutta fresca, noci, legumi e verdure). È bene anche evitare latte e latticini in genere. È preferibile bere durante tutto l’arco della giornata, piccole quantità di liquidi ogni volta, prediligendo tè verde e tisane. I cibi da preferire sono: riso bollito, uova, pesce, carne ai ferri con limone, semolino, patate, banane e mele».

E se invece si soffre di stitichezza?

«La stitichezza – dice Gori – può essere provocata sia dai chemioterapici che da altri farmaci somministrati come supporto alla chemioterapia, come i farmaci per la prevenzione della nausea e del vomito o del dolore. In caso di stitichezza è opportuno mangiare cibi ricchi di scorie (pane e pasta integrali, frutta e verdure fresche); prugne o succhi di prugna (una volta al giorno, preferibilmente la sera) o kiwi a metà mattina. È utile bere di più, in particolare al di fuori dei pasti. È preferibile mangiare maggiormente la mattina con una colazione abbondante, ricca di fibre e con bevande calde può essere molto utile. È bene ridurre bevande contenenti caffeina (tè, caffè), cioccolato, formaggi, uova».

Cosa fare se si continua a perdere peso?

Mangiare bene può aiutare a ridurre la tossicità di radio e chemioterapia, mettere il malato di tumore nella condizione migliore per affrontare le terapie, rinforzare le difese dell’organismo, e contribuire a prevenire le complicanze post-operatorie, diminuendo sia la frequenza sia la durata complessiva dei ricoveri. Se non si riesce comunque ad avere una dieta con un adeguato apporto calorico è fondamentale rivolgersi al medico di famiglia o all’oncologo, per evitare di perdere troppo peso e indebolirsi. Se necessario si può ricorrere all’aggiunta di prodotti specifici: da integratori o supplementi nutrizionali, fino alla nutrizione artificiale.

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