Corretti percorsi di nutrizione clinica che prevedano anche la nutrizione parenterale possono portare a migliori outcomes nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia. Di questo si è parlato durante un simposio organizzato dalla European Oncology Nursing Society (EONS) a margine del Congresso della Società europea di oncologia medica (ESMO) che si è svolto a Monaco.
Il simposio ha visto riunite tutte le figure professionali che si occupano del percorso terapeutico del paziente oncologico, dai clinici oncologi agli esperti di nutrizione fino ai caregiver e alle associazioni di pazienti.
Un adeguato percorso nutrizionale non solo migliora i risultati medico-clinici, ma la nutrizione parenterale durante il trattamento aumenta significativamente la qualità della vita dei pazienti e consente loro di completare con una migliore risposta i cicli di trattamento. Nonostante ciò, l’importanza della nutrizione clinica nella cura del cancro è spesso trascurata, con circa il 50% dei malati di tumore in Europa che soffre di malnutrizione.
“La malnutrizione e l’impatto negativo che ha sulla buona riuscita dei trattamenti per i malati neoplastici è un rischio del tutto sottovalutato e spesso viene preso in considerazione solamente in fase di cure palliative”, ha dichiarato l’oncologo Olivier Marschal. “Sarebbe di fondamentale importanza introdurre lo screening nutrizionale come parte integrante di un approccio terapeutico completo. Se il paziente è malnutrito, deve essere sottoposto ad una terapia nutrizionale clinica in parallelo con la chemioterapia”.
“Gli infermieri che lavorano in questo ambito svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la salute nutrizionale dei malati di cancro proprio per la loro stretta interazione con pazienti e medici”, ha affermato Emma Woodford, COO di EONS. “Lo screening nutrizionale, prima ancora un orientamento preventivo verso una dieta corretta e verso l’esercizio fisico e l’avvio tempestivo della nutrizione clinica, dovrebbero essere parte integrante del loro approccio alla presa in carico del paziente”.
La nutrizione clinica ricopre grande importanza anche in ambito di assistenza domiciliare. Lavorare di concerto in un team multidisciplinare consente a caragiver e operatori sanitari di riconoscere subito quali sono i bisogni nutrizionali dei pazienti nell’ottica di un’assistenza basata sulla persona.
“Una corretta nutrizione porta a risultati evidenti”, ha detto Jacqueline Daly, della East Galway & Midlands Cancer Support Group. “Il valore dell’approccio nutrizionale è spesso trascurato ma supportare l’organismo durante i trattamenti medici con una terapia nutrizionale integrata, compresa la nutrizione parenterale, è fondamentale per un’efficace cura del cancro”.
Un’indagine condotta a livello europeo dalla European Cancer Patient Coalition, lo scorso anno, ha mostrato che meno della metà dei medici tiene in considerazione la perdita di peso nel trattamento di un paziente, né controlla lo stato nutrizionale o indirizza il paziente stesso da uno specialista in nutrizione. C’è dunque un bisogno urgente di informazione e formazione sia sui pazienti che sui clinici per aumentare la consapevolezza in fatto di nutrizione clinica.
