Una cura tutta naturale contro le irritazioni della pelle

Un metodo tutto naturale può aiutare a mitigare l’impatto delle cure anticancro – chemio e radioterapia in primis – sulla pelle. Un problema tutt’altro che secondario se si pensa che circa il 70 per cento dei pazienti deve fare i conti quotidianamente con effetti collaterali che colpiscono in modo particolare la cute e l’aspetto fisico, soprattutto quando la malattia diventa cronica. Si chiama fibroina di seta e, da una scoperta tutta italiana, sono nati un brevetto e degli indumenti già usati con successo nella cura delle dermatiti atopiche.

La parte nobile della seta

La seta è composta per l’80 per cento da una proteina fibrosa chiamata fibroina, la parte nobile di questa preziosa fibra tessile che è costituita per la maggior parte da amminoacidi molto simili a quelli della nostra pelle. Nasce da qui l’idea di utilizzarla per creare una «seta medicata», ovvero un tessuto che (dopo una lunga e delicata lavorazione) sia uno strumento in grado di lenire diversi disturbi cutanei, come dermatite, micosi, candida e anche molti effetti collaterali legati ai trattamenti antitumorali. Diversi studi scientifici hanno già dimostrato che la sostanza antimicrobica contenuta nei capi d’abbigliamento realizzati con il materiale brevettato (DermaSilk, marchio tutto italiano con fabbrica a San Donà di Piave, in provincia di Venezia) si lega stabilmente alla seta e non viene rilasciata sulla pelle. E’ dunque sicura ed efficace, tanto che in alcuni Paesi Europei (Regno Unito, Svizzera, Svezia, Austria, Paesi Bassi) i 180 prodotti disponibili (tra cui guanti, magliette, slip) inseriti ufficialmente nelle Linee Guida Europee dal 2009 per la cura della dermatite atopica sono rimborsati dal servizio sanitario nazionale e dalle assicurazioni private. In pratica il tessuto è risultato efficace contro le dermatiti perché riesce ad alleviare il prurito, l’arrossamento, il bruciore, aiuta a controllare e prevenire le infezioni e promuove il ripristino della funzione barriera della cute.

Un aiuto per i pazienti oncologici

«Insomma, la fibroina ha un’azione emolliente e lenitiva e favorisce il ripristino del giusto equilibrio della pelle, spesso rotto dai trattamenti tumorali» spiega Maria Concetta Pucci Romano, docente di Terapie Speciali Dermatologiche a Tor Vergata a Roma e responsabile dell’ambulatorio di dermatologia dedicato ai pazienti oncologici dell’ospedale San Camillo. I nuovi medicinali anticancro, come gli inibitori della crescita o i farmaci biologici, sono infatti molto efficaci, ma hanno purtroppo spesso conseguenze molto pesanti per la cute. «Alla base di tutti i problemi c’è l’inibizione dei fattori di crescita che serve a contenere la proliferazione tumorale – spiega l’esperta, che è anche presidente dell’associazione Il Corpo Ritrovato, dedicata allo studio e alla ricerca dermo-cosmetologica per i pazienti oncologici -. L’inibizione provoca un ritardo ed un rallentamento di tutte le funzioni biologiche della pelle e quindi anche un fenomeno infiammatorio generale, con una successiva grave forma di secchezza che può portare alla comparsa di ragadi, fessurazioni, rash cutaneo. Quest’ultimo disturbo, oltre ad essere molto sgradevole a vedersi, con problemi anche psicologici per il paziente, è anche invalidante. Esiste infine una forma di follicolite molto simile all’acne, che peggiora ulteriormente la qualità di vita dei malati. In tutti questi casi ho potuto constatare l’apporto positivo della fibroina di seta, che attraverso la sua azione anti infiammatoria può portare benefici».

Costosa e non rimborsata

La fibroina è morbida, non irrita le cuti sensibili, è fresca e molto traspirante, «riesce così ad avere un’azione antinfiammatoria e antimicrobica in tantissime donne che soffrono di candida e infezioni ginecologiche da micosi, perché contribuisce a lenire dolore intimo, prurito, irritazioni» aggiunge Paolo Scollo, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Se questo presidio può essere di grande aiuto, ad oggi in Italia è tutto a carico dei pazienti. E, come tutta la seta, non è a buon mercato: la confezione di tre slip, ad esempio, costa 120 euro e dura circa un anno. «Neppure creme, cosmetici, detergenti indispensabili a curare e dare sollievo ai malati di tumore con problemi cutanei vengono rimborsati – conclude Pucci Romano -. Per questo stiamo lavorando all’idea di chiedere un ticket da poter spendere mensilmente per l’acquisto di questi prodotti, come avviene per i pazienti che soffrono di celiachia. Tanto più che la fibroina, è un rimedio completamente naturale e privo di effetti indesiderati, a differenza dei presidi usati ad oggi contro i problemi cutanei dei malati oncologici, in cui è preferibile usare il numero minore di farmaci possibile».

Potrebbero
interessarti