Chi ha sconfitto un tumore del seno spesso continua a fumare, e’ sedentaria (solo l’11% pratica piu’ attivita’ fisica rispetto a prima) e segue una dieta troppo ricca di grassi e povera di frutta e verdura. “La prevenzione non finisce mai – spiega il prof. carmelo Iacono, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – Una recente revisione su oltre 60 studi ha dimostrato che le donne con un carcinoma mammario che praticano esercizi a intensita’ moderata per circa 20 minuti al giorno presentano il 40% in meno di possibilita’ di cadere in recidiva rispetto a quelle attive per meno di un’ora alla settimana. Ma oltre la meta’ degli oncologi, dei medici e degli infermieri non parla di questi aspetti con i malati. Va migliorata a tutti i livelli la cultura sull’importanza degli stili di vita”. Per raggiungere questo obiettivo, l’AIOM, che chiude oggi a Bologna il proprio XIII Congresso nazionale, ha pubblicato la prima guida “certificata” sul cancro del seno, gia’ disponibile nelle librerie italiane (Giunti editore). “Grazie a diagnosi sempre piu’ precoci e ai progressi delle terapie oggi sono 520.000 le italiane che hanno vinto la malattia – aggiunge il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM – Fa meno paura ma non va sottovalutata: e’ la neoplasia di gran lunga piu’ frequente nel sesso femminile, rappresenta circa il 29% di tutti tumori. Nel 2010 nel nostro Paese si stimano 38.286 nuovi casi, una donna ogni 11 e’ a rischio di ammalarsi nel corso della vita. Per prevenirla e’ determinante l’alimentazione: deve essere basata prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non raffinati, legumi e un’ampia varieta’ di verdure e frutta a ogni pasto, per almeno 5 porzioni al giorno. Bisogna prestare attenzione sempre, ma in particolare in menopausa. Dopo la fine dell’eta’ fertile, l’obesita’ e’ responsabile di circa il 20% delle neoplasie e del 50% delle morti dovute a tumori mammari.
Non va sottovalutato nemmeno l’alcol: un recentissimo studio pubblicato su Jama ha dimostrato che anche dosi ridotte, da 3 a 6 drink a settimana, possono innalzare il livello di rischio” .

