Ci stiamo occupando, come medici e ricercatori, a meglio comprendere e curare un sintomo tanto diffuso nelle persone che si sono ammalate di tumore, che si chiama astenia, cioè stanchezza, affaticamento, detto all’inglese, “fatigue”.
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Questo sintomo è molto difficile da inquadrare poiché si manifesta in molteplici situazioni, tanto diverse tra loro. Si riscontra durante le terapie, o dopo il termine di esse, quando la malattia ha assunto una direzione favorevole verso la guarigione, o quando invece la stessa ha assunto un carattere di progressività o di cronicizzazione.
Le cause di questo sintomo sono varie e spesso non ben identificabili. Se si escludono alcune cause ben definite come l’anemia (calo dei globuli rossi) o un rallentamento importante della funzione della tiroide, nella maggioranza dei casi le cause sottostanti l’astenia rimangono incerte. Sappiamo però che, in varia misura, essa può essere un effetto dei farmaci chemioterapici o della radioterapia o di una condizione cronica di stress o di un larvato stato di depressione dell’umore: fatto sta che tutti i tentativi per migliorare questo sintomo non hanno avuto finora esito positivo (farmaci vari, esercizio fisico, ecc.).
Da tempo coltivavamo interesse per questo sintomo tanto spesso riferito dai pazienti nel corso della nostra pratica clinica quotidiana, ma finora non avevamo nulla da prescrivere che avesse il sostegno di una qualche evidenza scientifica di utilità. Invece poco più di un anno fa in una delle maggiori Università degli Stati Uniti è stato osservato quasi casualmente ed inaspettatamente che l’estratto di ginseng americano impiegato per ridurre la nausea da chemioterapia nei confronti della quale non aveva portato beneficio, aveva indotto il miglioramento dell’astenia in molti pazienti.
Questa segnalazione, riportata su riviste scientifiche internazionali, ha fatto scattare in noi l’interesse per verificare e confermare questa osservazione originale e, cogliendo l’occasione di un bando della Regione Emilia-Romagna per il sostegno della ricerca nel campo della Medicina non convenzionale, abbiamo disegnato una studio sull’effetto del ginseng, non quello americano ma quello asiatico, sull’astenia di grado medio-elevato.
La novità è che lo studio consiste in una vera e propria sperimentazione clinica in cui il ginseng viene confrontato al placebo in modo “doppio cieco”, cioè in un modo in cui né il paziente né il medico sono a conoscenza del contenuto delle capsule che dovranno essere assunte.
Questo per garantire che l’eventuale effetto positivo sul sintomo sia da attribuirsi effettivamente alla sostanza studiata. Questo studio, denominato GATAC di cui più estesamente si parla in questo numero della rivista, dopo essere stato approvato dal Comitato Etico del Policlinico S.Orsola-Malpighi, è stato attivato alcuni mesi fa presso la nostra Unità Operativa.
Poiché il numero di casi da trattare è molto alto, sono stati invitati a parteciparvi anche altri Centri di Oncologia della nostra Regione e anche di altre Regioni.
Questo è un esempio che dimostra che pratiche di Medicina non convenzionale, guardate sempre con sospetto dalla medicina ufficiale, quando posseggono presupposti osservazionali di utilità possono diventare oggetto di ricerca clinica all’interno degli ospedali con la prospettiva di integrare i trattamenti di comprovata efficacia.
A. M.
Le visite del giovedì pomeriggio
Gli oncologi la chiamano Astenia Associata al Cancro.
Per i pazienti, invece, questo sintomo ha tanti nomi: stanchezza, spossatezza, sfinimento, fiacca.
Questa astenia, questa stanchezza ha un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti e sulla loro capacità di svolgere le normali attività giornaliere.
Infatti, diminuisce la capacità di lavorare ed intrattenere rapporti sociali ed altre attività, durante e dopo il trattamento.
Per questi cambiamenti forzati nelle loro normali attività e capacità, i pazienti tendono anche a demoralizzarsi e scoraggiarsi, arrivando a sviluppare ansia o depressione.
Purtroppo per questo sintomo, che è in assoluto il più comune nei nostri pazienti (in genere interessa tra il 60-90% di loro) non esiste alcuna cura comprovata da dati scientifici importanti.
Recentemente alcuni studi clinici, condotti soprattutto negli Stati Uniti, hanno riportato effetti positivi del ginseng americano sull’astenia. Il ginseng è una radice che cresce nel nord della Cina e della Korea, utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese come agente “stimolante la circolazione dell’energia”.
Il suo effetto viene spesso definito più modernamente come “adattogeno”, cioè utile all’organismo per adattarsi più facilmente alle circostanze che lo colpiscono.
Tra le varie proprietà che tradizionalmente vengono attribuite al ginseng ci sono quelle di tonico, agente antiaffaticamento e antistress.
Sulla base delle conoscenze tradizionali e degli studi clinici moderni, il dottor Martoni ha pianificato e avviato uno studio clinico per valutare in modo univoco se l’assunzione di ginseng possa effettivamente migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti.
Questo studio, il cui acronimo è GATAC (Ginseng Asiatico nel Trattamento dell’Astenia associata al Cancro) è iniziato a settembre nella nostra Unità Operativa e verrà presto attivato in altri ospedali italiani.
Quello che questo studio vorrebbe dimostrare è che il ginseng asiatico può alleviare la stanchezza e il senso di affaticamento dei nostri pazienti.
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