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Trattare il cancro con una lettura anche “estetica” rende meno aggressiva ed oscura la malattia
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Dal 2009 nel Day-Hospital dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera di Varese , in collaborazione con le Associazioni di Volontariato presenti sul nostro territorio: Varese per l’Oncologia-l’Oncologia per Varese, A.N.D.O.S. Varese, A.N.D.O.S. dell’Insubria, Associazione C.A.O.S. ,Lega Italiana Lotta contro i Tumori si realizza il progetto “UN TRUCCO PER STARE MEGLIO” dedicato alle donne che si trovano ad affrontare una malattia complessa ed invalidante come il cancro.
Quando il male colpisce una parte dell’organismo, una spontanea reazione psicologica puo’ indurre a tentare di dimenticare questa parte sofferente e ad annullarla: obiettivo del progetto è quello di recuperare il rapporto con il corpo, vissuto con paura e distacco.
Riteniamo che l’attenzione all’immagine corporea sia fondamentale per rielaborare lo shock provocato dalla diagnosi e per affrontare con piu’ serenità il lungo e difficile percorso legato alle terapie.
Il progetto si svolge all’interno del nostro Day-hospital in un ambulatorio “ristrutturato” chiamato Salotto delle idee ogni 15 giorni, il mercoledi pomeriggio. Dapprima un momento comunitario con la presenza della psicologa per affrontare il delicato momento della perdita dei capelli; successivamente la paziente viene accolta dalle volontarie nel salotto delle idee dove un’esperta parrucchiera offre consulenza sui capelli e guida alla scelta della parrucca che viene offerta con un contributo; a seguire si svolgono le lezioni di trucco ,incontri con 4-5 pazienti e la presenza di un’estetista che attraverso piccoli accorgimenti e segreti cerca di correggere tutti quegli inestetismi che i trattamenti antitumorali possono provocare.
Alle partecipanti viene donato un opuscolo con descritti tutti i passaggi per un make-up completo. Il pomeriggio si conclude con una merenda organizzata dalle volontarie condivisa tra tutti i presenti.
La presenza inoltre dei medici del reparto, delle infermiere, dello psicologo insieme ai volontari sottolinea l’importanza del prendersi cura del paziente nella sua globalità; un atteggiamento psicologico positivo è fondamentale per aderire meglio alla cura, vivere nel miglior modo possibile il periodo della malattia, uscire dall’isolamento e condividere l’esperienza; tutto ciò assume un valore terapeutico.
Pensare la qualità in ambito socio-sanitario vuol dire immaginare uno scenario dove curare e prendersi cura finalmente si incontrano per creare nuovi ambiti dove si disegnano i luoghi dei desideri, in cui possibilità e soluzioni possono incontrare i bisogni piu’ veri e reali di chi soffre.
Questo progetto nasce proprio intorno a quel “pensare insieme” di chi lavora e si confronta con i molteplici aspetti della sofferenza e si interroga non solo su quali cure eccellenti e di evidenza scientifica erogare , ma come riuscire a comprendere l’importanza di realizzare quel salutare “prendersi cura”.
Siamo fermamente convinti che portare questi programmi all’interno degli ospedali faccia decollare la profonda consapevolezza che le malattie non si curano solo con un approccio scientifico, ma anche culturale, fatto di sensibilità, ascolto, informazione, partecipazione e dialogo, affinché si sviluppi la presa di coscienza del diritto alla salute in termini di vera solidarietà.


” alcuni commenti da parte delle partecipanti al progetto”:
Grazie di averci mostrato un mondo nuovo dove ci si scambia forza e sensibilità, dove si mischiano i talenti e si abbattono i confini: e allora il sorriso diventa energia, il fascino gioca con l’ironia, ed una nuova leggerezza fa volare lo spirito.
Adele
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